Archivio per la categoria Cronaca

Inceneritore: consegnate le firme della petizione.

Oltre 3.000 firme dei cittadini che hanno espresso la precisa volontà di non volere l’ampliamento dell’Inceneritore.

Un grazie particolare a tutti i partecipanti, ma la battaglia non è ancora finita.

Tratto da: La Gazzetta dellAdda del 9 novembre 2009.

Tratto da: La Gazzetta dell'Adda del 9 novembre 2009.

Bye  maurizio

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Caso CAG

Trezzo Sull’Adda, il Centro Giovani di via Mazzini è costretto a congelare le attività esterne alle sale-prova per ordine del comune.

Con una stringata mail, l’assessore alla politiche giovanili Mauro Grassi, avvisa l’associazione Km33 (con regolare contratto insediata nel CAG fin dalla sua inaugurazione) della necessità di fermare tutto ciò che è stato organizzato nell’auditorium polifunzionale.

Il perché è squisitamente burocratico.. il CAG è l’unico spazio comunale che non possiede un regolamento d’uso ad eccezione del contratto con il Km33, e considerando che le priorità della neo amministrazione sono ben altre (ricordiamo la questione dell’allargamento dell’inceneritore Falck) è probabile che la stesura di tale regolamento richieda molto, troppo tempo.

L’assessore Grassi ha recentemente rilasciato dichiarazioni che lasciano intendere che il CAG sia un centro sociale autogestito del quale Km33 ha potuto usufruire liberamente e autonomamente.
Peccato che, ogni mese, tale associazione si preoccupava (come nei suoi doveri) di stilare una programmazione e attendere la sua approvazione, e che negli ultimi tempi, si sia adeguata con rinnovato entusiasmo ai nuovi standard richiesti in maniera collaborativa.

L’amministrazione non è contenta della scarsa varietà di proposte, ma in questo primo anno di attività, a fianco di numerosi eventi musicali disimpegnati, sono state realizzate rassegne teatrali, esposizioni artistiche, spettacoli di improvvisazione comica, nonché serate di sensibilizzazione curate da Soldelladda.
Si sarebbe potuto fare di più, come ad esempio organizzare cineforum, ma i costi della SIAE per un’associazione giovane, gravano inevitabilmente sul bilancio, e non sono compatibili con l’intento di offrire occasioni di aggregazione gratuite per i giovani Trezzesi e non.

L’assessore batte il chiodo sulla questione della sicurezza e della responsabilità penale, forte della fragilità del contratto stipulato con l’amministrazione precedente, e volutamente elastico nella prospettiva di rimaneggiarlo dopo un periodo di esperienza diretta delle attività del Centro.
Il timore dell’utenza è che questo spazio fino ad ora usufruibile, diventi inaccessibile a chi non abbia risorse economiche di un certo tipo, e che le maglie del filtro di approvazione delle proposte, vengano ristrette più del necessario.

Già numerose le proteste arrivate in comune, e inattesa, anche la stampa locale ha fato eco al caso CAG.
Non si tratta di una questione politica, nessuna bandiera è stata chiamata in causa. Si tratta di una questione di carattere sociale, che riguarda i nostri ragazzi.

Il Centro Giovani di via Mazzini subirà sicuramente una non trascurabile trasformazione.
Vacilla anche la definizione ormai. Centro giovani? Spazio polifunzionale?
Per oltre vent’anni la gioventù trezzese è invecchiata nell’attesa di uno spazio dedicato, ed ora che il traguardo sembrava raggiunto si fa un passo indietro, o meglio si resta fermi un giro, chiusi per tristezza.

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Articolo tratto da Il Giornale di Vimercate – Cronache di Trezzo del 27/10/2009

Scadenza della petizione e consegna delle firme in Regione Lombardia.

di seguito anche due video postati dal blog no inceneritore Desio

Immagine anteprima YouTube

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No all’ampliamento dell’inceneritore.

La Provincia di Milano sta cercando dei nuovi siti per nuovi inceneritori, non solo per in fabbisogno locale, ma anche in previsione di future “solidarietà ”.
Guarda caso la Provincia sta studiando da mesi l’ampliamento (quasi i 2/3) dell’attuale inceneritore di Trezzo, ma lo scopriamo solo ora, dopo le elezioni.

A parte tutte le ovvie considerazioni, il futuro mega-mostro sarà  grande più del doppio dell’attuale; ora si brucia per un bacino più che sufficiente di raccolta, ma se si farà  quell’opera, quali rifiuti si bruceranno?  Un inceneritore non si può spegnere, è come un alto forno, con che cosa lo alimenteremo?

Non si parlava a Kioto di trattare i rifiuti localmente? E’ questa la “solidarietà ” del popolo italiano?

Quello attuale di Trezzo è il 2° inceneritore della Regione Lombardia, dopo l’inceneritore di Milano Silla; alla fine dei lavori di ampliamento sarà  il 1° d’Italia e Trezzo sull’Adda ha solo 12-13.000 abitanti, il bacino d’utenza non arriva a 500.000, l’inceneritore attuale potrebbe arrivare al fabbisogno di 1.000.000 di persone, ma cosa ce ne faremo dell’altro inceneritore che arriverà  oltre i 3.000.000?

Penso sia una grande preoccupazione per tutta la zona dell’Adda (BG, BS, ecc.), visto che i venti costanti spirano verso est ed ora, annualmente, si emettono 350 tonnellate di schifezze … e dopo?

Senza contare che si aumenterà  inevitabilmente il traffico di mezzi pesanti di circa 150-180 camion al giorno e Trezzo sull’Adda, in inverno, il nostro è il comune più inquinato della provincia di Milano … sempre con soli 12-13.000 abitanti!

Mi sembrava giusto informare chi abita da queste parti, la salute non dovrebbe avere confini o colori politici.

A questo scopo è stato aperto un gruppo di discussione su Facebook dal titolo chiaro:

“No all’ampliamento dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda”

Di seguito pubblicherò i contenuti di maggior rilievo, ma l’importante è che l’allarme si diffonda a tutti i cittadini della valle dell’Adda, l’urgenza di questa minaccia pende sulle nostre teste; la provincia dovrà  esprimersi entro l’ 11/8 per un parere favolrevole o meno, salvo diverse scadenze intercorse, pertanto, per ora, è il passaparola  l’unica arma che abbiamo per difenderi.

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